Scheda del libro:
Titolo: Il mondo nuovo
Autore: Aldous L. Huxley
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Romanzo di fantascienza, distopico
Pagine: 212
Prezzo: €10,50
Data di uscita: 1932
Autore:
Aldous L. Huxley (Godalming, Surrey, 1894 - Los Angeles, 1963), rampollo di una illustre famiglia inglese di scienziati, si laureò nel 1915 in Letteratura inglese e Filologia a Oxford. Iniziò a scrivere durante gli anni del Primo conflitto mondiale, pubblicando recensioni di teatro, arte, musica e libri sulla prestigiosa rivista "Athenaeum" e sulla "Westminster Gazette", grazie alla quale conobbe Katherine Mansfield e D. H. Lawrence. Autore di numerosi saggi, raggiunse la notorietà internazionale soprattutto con Il mondo nuovo (1932) e Ritorno al mondo nuovo (1958).
Trama:
Scritto nel 1932, Il mondo nuovo è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente ad ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare ad ogni emozione, ad ogni sentimento, ad ogni manifestazione della propria individualità.
Recensione:
"Il mondo nuovo" fu uno dei primi romanzi fantascientifici con tendenze distopiche ad apparire sulla faccia della terra e, da fervente amatrice del genere, non potevo di certo lasciarmelo scappare. Solitamente, è bene serbare consigli e raccomandazioni nella parte finale del testo ma stavolta voglio stravolgere un po' la situazione, proprio come questo libro ha stravolto me. Ma mi spiegherò meglio tra qualche riga..
Come potete leggere dalla scheda tecnica più in alto, il romanzo venne pubblicato nel 1932 e, in tutta sincerità, quest'aspetto mi ha dato un po' da pensare.
Nel periodo compreso tra il 1908 e il 1928, la casa automobilistica Ford produsse una tra le vetture più famose al mondo, la cosiddetta Ford T, utilizzando la tecnica della catena di montaggio. Una tecnica che permetteva non solo di produrre una serie pressocché infinita di vetture in poco tempo, ma garantiva anche dei costi d'acquisto molto bassi. La Ford T era "un'auto per tutti".
Possiamo ben immaginare come tale evento abbia potuto scuotere le menti di molti contemporanei, tra cui il nostro Huxley, che immaginò un ipotetico mondo futuro in cui la tecnica e la scienza avessero preso il sopravvento e attraverso cui veniva gestita l'intera società. (Forse con l'esplicito intento di mettere in guardia i lettori sulle possibili conseguenze di un "eccesso" di scienza.)
Devo ammettere che, più che l'intreccio e la storia narrata, la descrizione di questo nuovo tipo di società mi ha molto incuriosito, al punto da pensare che, da qualche parte nel mondo, qualche scienziato appassionato di Huxley possa voler mettere in atto "Il mondo nuovo".
Fondamentale per la storia è il ruolo di Ford e della lettera T, concepito come simbolo di culto di una sorta di dio da venerare e rispettare.
Questa nuova società basata, appunto, sulla "produzione in serie", si colloca nell'anno di Ford 632, il cui calcolo inizia proprio dall'anno della prima uscita del modello T, considerato l'anno 1.
Tra i temi principali del romanzo troviamo l'eugenetica e il controllo mentale, volto al consolidamento di una società stabile e perfetta.
I singoli individui non nascono più da rapporti sessuali, ma vengono prodotti all'interno di laboratori specializzati, al sicuro delle loro provette. Il parto naturale, nonostante fosse ancora fisicamente possibile, veniva considerato immorale e fortemente raccapricciante. Al contrario, tutto ciò che riguardava la sessualità e la promiscuità dei rapporti veniva recepito come doveroso e oggetto di vanto, tanto da essere insegnato e fatto praticare a bambini di tutte le età come attività educativa.
La società era divisa in caste: alfa, beta, gamma, delta ed epsilon. Ognuno con delle precipue caratteristiche fisiche ed intellettive rigorosamente ottenute tramite tecniche di laboratorio, ed ognuna contraddistinta da uno specifico colore.
Ogni individuo veniva educato o, meglio, cerebralmente condizionato, affinché fosse pago del proprio ruolo nella società.
Tale condizionamento garantiva una certa soddisfazione della propria vita e permetteva di evitare possibili sommosse o rivolte.
La società si basava sull'idea di armonia e stabilità, ed utilizzava tutti i mezzi a sua disposizione per garantire la pace. Venivano distribuite delle quantità di soma (una sorta di droga antidepressiva) che permetteva al soggetto di catapultarsi in una realtà alternativa e del tutto immaginaria, fungendo da momentanea "vacanza" dal lavoro o da un ipotetico periodo di infelicità. Ma, per assicurare la stabilità, era necessario omettere tutti quei valori che ai nostri giorni vengono considerati fondamentali. In primis, la famiglia. Ogni rapporto di parentela era inesistente e gli stessi nomi venivano scelti dal soggetto secondo le proprie preferenze. Ogni tipo di sentimento diverso dalla felicità era bandito, compreso l'amore, l'amicizia e la compassione.
A contrapporsi a questa società, troviamo "La riserva dei selvaggi". Un luogo controllato in cui viveva gente non civilizzata secondo gli standard del Mondo Nuovo. Questo "secondo mondo" non è sicuramente paragonabile al nostro, in quanto la gente viveva in condizioni veramente primitive e strane a comprendersi anche per una persona dei nostri giorni. Si trattava di indiani e meticci che conservavano abitudini e costumi "ripugnanti" come, appunto, i matrimoni e le famiglie, il cristianesimo e il totemismo, malattie contagiose, preti, e così via..
Sin dal momento in cui venni a conoscenza dell'esistenza di tale libro, la mia stima per lo scrittore raggiunse quell'alto picco che, nonostante la storia narrata a mio parere poco interessante, riesce ancora a mantenere con un certo orgoglio.
L'aspettativa era alta, ma posso dire di non essere stata delusa. Per questo mi sento di consigliare quest'opera, non solo agli amanti della distopia e della fantascienza, ma a tutti coloro che intendono cimentarsi in qualcosa di "diverso", "strano" e "curioso".
Inoltre, trattandosi di un romanzo datato, e comunque distopico, la stesura e il linguaggio sono ovviamente impeccabili.
Mi sono dilungata troppo? Chiedo scusa ma, a parer mio, il romanzo merita tante belle parole.
A presto. Un bacio.
Erika.