martedì 9 giugno 2015

Hermann Hesse - Siddhartha

 
Scheda del libro:
Titolo: Siddhartha
Autore: Hermann Hesse
Editore: Adelphi
Genere: Romanzo storico, di formazione
Pagine: 180
Prezzo: €10.00
Data di uscita: 1922

"Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno."

"Ogni uomo ha un suo compito nella vita, e non è mai quello che egli avrebbe voluto scegliersi."

"Ancora oggi non conosco nulla di più prezioso al mondo di una solida e sincera amicizia."

Quante volte ci siamo ritrovati a leggere, anche per sbaglio, su qualche link apparso sulla Home di Facebook, citazioni simili? Finendo poi per impararle e sfoderarle con ostentato orgoglio nelle occasioni considerate più opportune.

Molti di quelle frasi portano spesso la firma di Hesse e, di certo, non a caso. Oltre ad essere stato uno tra gli scrittori più celebri ed apprezzati, un filosofo e un pittore, infatti, egli fu soprattutto un poeta e un aforista.
La sua produzione, in versi e in prosa, vanta ben quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti, in cui si manifesta in piena evidenza il suo interesse e la sua conoscenza dell'esistenzialismo, mutuato in particolare da Schopenhauer e Nietzsche, con toni legati in particolare allo spiritualismo e il misticismo. Senza dimenticare, tra l'altro, la filosofia orientale, specialmente indù e buddhista, che gli era stata trasmessa in giovane età proprio dal nonno.

Tra i romanzi, "Siddhartha" è, senza dubbio alcuno, l'opera di Hesse più nota. Mi piace pensare che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi abbia sentito pronunciare questo nome, forse anche chiedendosi di cosa potesse trattarsi.

Ebbene, Siddhartha è un breve romanzo ambientato nell'India del VI secolo a.C. e narra la storia di un giovane indiano il cui nome dà il titolo all'opera.

Chi è Siddhartha? Egli è uno che cerca, cerca di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perciò ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine del tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddhartha.

Pubblicato per la prima volta nel 1922, ancora oggi il romanzo riesce a riscuotere un immenso successo.
Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente non è facile incontrare altrove.

" «Povero io sono disse Siddhartha: «non possiedo niente, se è questo che intendi dire. Certamente sono povero, ma lo sono volontariamente, quindi non sono in miseria.»"

da "Siddhartha"

Non posso negare che, nonostante l'esigua lunghezza del romanzo, si è trattata di una lettura intensa e particolare. Se un giorno mi chiedessero di citare un libro in cui l'inizio si rivela un po' pesante ma che, proseguendo, comincia a nutrire l'interesse in un crescendo di suspense, allora non esiterei a fare questo nome. Il romanzo consta, infatti, di due parti ed è stato proprio in corrispondenza di questa divisione che, dopo un leggero blocco dovuto all'"aridità" riscontrata nella prima parte, mi sono rifiondata in una lettura ininterrotta sino alla fine del romanzo.
Soprattutto nella prima parte, non si delinea una trama precisa a cui potersi appigliare come si è soliti incontrare. Spesso si trattava di semplici accenni che fungevano da sfondo alla meditazione e al pensiero del protagonista che, sempre in prima linea, scandagliava la propria vita e il senso di essa.

Oltre ad essere un romanzo storico, infatti, questo è soprattutto un romanzo di formazione. Le vicende si svolgono in India, sì, ma l’autore non si sofferma mai sulla descrizione dei luoghi, e poco ci dice di Siddhartha. Siamo solo sicuri ch'egli fosse il figlio di un brahmano e che, nonostante il romanzo sia ispirato alla vicenda del Buddha - appunto Siddhartha Gautama -, il protagonista non è il Buddha storico, il quale compare nel libro sotto il nome di Gotama, ma un personaggio di fantasia che rappresenta "uno dei tanti Buddha potenziali".

Particolare è decisamente il linguaggio, che ho molto apprezzato. Si tratta di un registro molto originale che unisce lirica ed epica, divenendo un tutt'uno con la narrazione e la meditazione, l'elevazione e sensualità, riuscendo a rendere appieno l'atmosfera mistica e spirituale che non può non penetrare nel profondo.

Ci troviamo innanzi ad un romanzo che fa riflettere e ci fa riflettere proprio nella figura del protagonista. Non possiamo negare di essere anche noi alla perpetua ricerca di qualcosa. Semplicemente, non sappiamo cosa. Neanche Siddhartha sapeva cosa mancasse in lui, cosa non lo rendesse pago della sua esistenza e a credere che qualcosa mancasse alla dottrina del Buddha. E in questo Hesse stesso però esprimerà la sua personale preferenza per alcune forme del più variegato induismo, in quanto, come Siddharta, sostiene che per superare il mondo e comprendere l'unità del Tutto bisogna prima conoscerlo a fondo, mentre il buddhismo appare a lui troppo rinunciatario. "Questa pietra è pietra, ed è anche animale, è anche Dio, è anche Buddha, io l'amo e la onoro non perché un giorno o l'altro potrebbe diventare questo o quello, ma perché essa è, ed è sempre stata, tutto."

Altro carattere fondamentale, a mio avviso, che non può non essere ricollegato alla figura dell'autore è proprio in queste parole "Ed eccoti ora una dottrina della quale riderai: l'amore, o Govinda, mi sembra di tutte la cosa principale. [...] Ma a me importa solo di poter amare il mondo, di non disprezzarlo, di non odiare il mondo e me; a me importa solo di poter considerare il mondo, e me e tutti gli esseri con amore, ammirazione e rispetto."
Lo stesso Hermann Hesse ha sempre attribuito un ruolo di imprescindibile importanza all'amore, come dimostra in aforismi del tipo "Chi ama come si dovrebbe amare, diventa poeta ed eroe per un sorriso, per un cenno, per una parola di colei che ama."

Devo ammettere di non essere riuscita ad immergermi pienamente in questa lettura, forse perché non era il momento giusto, forse perché ero troppo presa da altri pensieri ma auspico che, in un momento altro della mia vita, ripescando questo romanzo, possa cogliere nuove e diverse sfumature rispetto a queste poche attuali conclusioni. È un libro che va letto almeno una volta nella vita, e non sono l'unica ad asserirlo con convinzione. Lo consiglio a tutti e, se questo potrebbe non piacervi, non disperate perché è un romanzo tanto breve che divorerete in poco tempo, nonostante la tematica intensa e profonda.


- Erika.
 

2 commenti:

  1. eccovii questo libro lo leggerò molto presto!
    lettureagogo.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusaci per l'immenso ritardo. Mi piacerebbe molto sapere cosa pensi di questo libro, se l'hai già letto.
      Un bacio, a presto.

      Elimina