Scheda del libro:
Titolo: Dannati
Autore: Glenn Cooper
Editore: TEA
Genere: Thriller-storico-fantasy
Pagine: 494
Prezzo: 5 €
Data di uscita: 2014
Editore: TEA
Genere: Thriller-storico-fantasy
Pagine: 494
Prezzo: 5 €
Data di uscita: 2014
Autore:
Glenn Cooper si è laureato in Archeologia a Harvard e ha poi conseguito un dottorato in Medicina. E' stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma ha lavorato a lungo come sceneggiatore e produttore cinematografico.
Il suo primo romanzo, La Biblioteca dei Morti, ha riscosso un successo clamoroso, confermato dai libri successivi: Il Libro delle Anime, La mappa del destino, Il marchio del diavolo, L'ultimo giorno, I Custodi della Biblioteca e Il calice della vita.
Trama:
Immagina di trovarti all'improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso.
Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall'inizio dei tempi.
Un mondo dove tu sei l'unico "vivo". Quel mondo è l'Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa.
Recensione:
Come spesso mi capita, mi sono ritrovata a leggere e rileggere molti dei commenti di coloro che mi hanno preceduta nella lettura di un qualsivoglia libro ma, stavolta, è stato molto ma molto più difficile schierarsi per una fazione o per un'altra.
Solitamente un libro piace o non piace ma, in questo caso, davvero, non so cosa fare. E non sono stata l'unica ad avere lo stesso problema.
Ma iniziamo dall'inizio.
Nel corso di un esperimento riuscito male, si crea una frattura spazio-temporale che apre un varco direttamente sull'Oltre, uno pseudo-inferno.
E, seguendo le orme del celeberrimo mito di Orfeo ed Euridice, il nostro Superman attraversa il passaggio per correre in salvo alla sua sventurata amata risucchiata da quella dimensione.
Si tratta di terre emerse in cui si distribuiscono variamente paesi, città e villaggi e in cui la gente cerca di vivere in maniera serena, evitando pericoli minori come gli Erranti o psicopatici violenti. Si narra che solo coloro che in vita abbiano ucciso, alla loro morte si ritrovano catapultati nell'Oltre: un luogo in cui non si invecchia e non si muore mai, ma si possono contrarre malattie e si può essere mortalmente feriti. Se ciò dovesse accadere, però, ecco che incombe la fine peggiore per ogni dannato: le sale di decomposizione, in cui ogni individuo, anche in pezzi, è costretto a sorbirsi le più atroci sofferenze per via del barlume di coscienza rimasto integro.
Anche queste terre sono divise in regni, ognuno governato da personalità realmente esistite che nel corso della storia hanno raggiunto un certo spessore ed anche per questo, durante il loro viaggio, Emily e John incontreranno personaggi come: Enrico VIII, Robespierre, Federico Barbarossa, Heinrich Himmler, Giuseppe Garibaldi, il gran Caravaggio, Caterina Sforza, Cesare Borgia e molti, molti altri.
E sì, anche Hitler verrà nominato ma, poiché giustiziato dal Barbarossa, adesso è confinato nella sala di decomposizione a patire le peggiori pene. Tanto di cappello al nostro Glenn per questo, senz'altro.
Ma, nonostante l'arrivo di nuove e più moderne personalità nell'Oltre, l'ambiente è bloccato ad un'epoca piuttosto primitiva con tecniche primitive e la voglia continua di costruire e conoscere armamenti moderni per distruggere gli eserciti nemici.
Dopotutto, devo ammettere che è stato un romanzo molto piacevole. Da amante dei classici o comunque di romanzi che presentano un registro linguistico un tantino più articolato, posso garantire che Cooper sa mettere a proprio agio, fornendo una stesura scorrevole e leggera, adatta a far distrarre e a rilassarsi, anche se bisogna ammettere che la suspense e la tensione talvolta si possono davvero toccare con mano. Lo trovo uno scrittore molto capace, d'altronde sono innamorata di La Biblioteca dei Morti. E, in quanto tale, non posso dire che questo romanzo sia all'altezza del primo.
L'idea di partenza stuzzica parecchio, tanto ch'io stessa abbia deciso di lanciarmi in questa sorta di thriller storico pseudo-fantasy attratta dalla curiosità, divorando le pagine a ritmo serrato perché lo meritava davvero.
Ma la pecca maggiore è senz'altro un'altra. Le "stranezze" o "incongruenze", che dir si voglia, sulla struttura dell'ambiente possono essere tollerate in quanto in un romanzo di fantasia lo scrittore può immaginare ciò che meglio crede. Ma su una cosa non posso assolutamente transigere: il finale.
Stiamo parlando di un finale aperto che prevede la pubblicazione di un secondo romanzo (già pubblicato ma di cui non sono in possesso) e poi ancora di un terzo (anch'esso pubblicato) e via dicendo, ma il romanzo è PERFETTAMENTE AUTOCONCLUSIVO, il che non prevede, nella maniera più assoluta un continuo, poiché NON NECESSARIO. Sono fermamente convinta, purtroppo, che gli altri volumi non siano altro che una copia riuscita male di un primo romanzo che poteva andar bene così com'è.


