giovedì 5 novembre 2015

Glenn Cooper - Dannati

 
 
Scheda del libro:
Titolo: Dannati
Autore: Glenn Cooper
Editore: TEA
Genere: Thriller-storico-fantasy
Pagine: 494
Prezzo: 5 €
Data di uscita: 2014
 
Autore:
Glenn Cooper si è laureato in Archeologia a Harvard e ha poi conseguito un dottorato in Medicina. E' stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma ha lavorato a lungo come sceneggiatore e produttore cinematografico.
Il suo primo romanzo, La Biblioteca dei Morti, ha riscosso un successo clamoroso, confermato dai libri successivi: Il Libro delle Anime, La mappa del destino, Il marchio del diavolo, L'ultimo giorno, I Custodi della Biblioteca e Il calice della vita.
 
Trama:  
Immagina di trovarti all'improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso.
Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall'inizio dei tempi.
Un mondo dove tu sei l'unico "vivo". Quel mondo è l'Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa.
 
Recensione:
Come spesso mi capita, mi sono ritrovata a leggere e rileggere molti dei commenti di coloro che mi hanno preceduta nella lettura di un qualsivoglia libro ma, stavolta, è stato molto ma molto più difficile schierarsi per una fazione o per un'altra.
Solitamente un libro piace o non piace ma, in questo caso, davvero, non so cosa fare. E non sono stata l'unica ad avere lo stesso problema.
Ma iniziamo dall'inizio.
Uno degli ultimi libri pubblicati da Mr. Cooper narra l'ultramondana avventura della bionda ed avvenente fisico particellare Emily Loughty e il suo spavaldo amante ex soldato americano John Camp, in arte (per chi la pensa come me) Superman.
Nel corso di un esperimento riuscito male, si crea una frattura spazio-temporale che apre un varco direttamente sull'Oltre, uno pseudo-inferno.
E, seguendo le orme del celeberrimo mito di Orfeo ed Euridice, il nostro Superman attraversa il passaggio per correre in salvo alla sua sventurata amata risucchiata da quella dimensione.
Sin qui, tutto bene ma, è proprio da questo momento in poi, che la sfilza di lettori prende posizione o, come me, rimane dimidiata.
Cooper ha completamente stravolto la secolare concezione che tutti coloro che sono entrati in relazione con Dante avevano dell'Inferno, dando vita ad una dimensione così stravagante che non si potrebbe ben dire se migliore o peggiore della precedente.
L'Oltre risulta essere una sorta d'immagine speculare alla Terra in cui, geograficamente parlando, tutti i territori si stanziano esattamente dove li conosciamo, mantenendo però i nomi risalenti ad epoche passate. L'ambiente risulta cupo, esattamente come quello dantesco, proprio perché la luce divina non riesce a raggiungerlo ma, contrariamente, appare particolarmente "tranquillo", in quanto nessuna creatura demoniaca tormenta le anime in pena con stratagemmi infernali o gironi particolari. Nemmeno Lucifero viene nominato, ed ogni singolo personaggio afferma di non averlo mai visto.
Si tratta di terre emerse in cui si distribuiscono variamente paesi, città e villaggi e in cui la gente cerca di vivere in maniera serena, evitando pericoli minori come gli Erranti o psicopatici violenti. Si narra che solo coloro che in vita abbiano ucciso, alla loro morte si ritrovano catapultati nell'Oltre: un luogo in cui non si invecchia e non si muore mai, ma si possono contrarre malattie e si può essere mortalmente feriti. Se ciò dovesse accadere, però, ecco che incombe la fine peggiore per ogni dannato: le sale di decomposizione, in cui ogni individuo, anche in pezzi, è costretto a sorbirsi le più atroci sofferenze per via del barlume di coscienza rimasto integro.
Anche queste terre sono divise in regni, ognuno governato da personalità realmente esistite che nel corso della storia hanno raggiunto un certo spessore ed anche per questo, durante il loro viaggio, Emily e John incontreranno personaggi come: Enrico VIII, Robespierre, Federico Barbarossa, Heinrich Himmler, Giuseppe Garibaldi, il gran Caravaggio, Caterina Sforza, Cesare Borgia e molti, molti altri.
E sì, anche Hitler verrà nominato ma, poiché giustiziato dal Barbarossa, adesso è confinato nella sala di decomposizione a patire le peggiori pene. Tanto di cappello al nostro Glenn per questo, senz'altro.
Ma, nonostante l'arrivo di nuove e più moderne personalità nell'Oltre, l'ambiente è bloccato ad un'epoca piuttosto primitiva con tecniche primitive e la voglia continua di costruire e conoscere armamenti moderni per distruggere gli eserciti nemici.
Caratteristica peculiare: l'odore di morto.
Sin qui, sembrerebbe un mondo di gran lunga migliore rispetto a quello descritto a suo tempo dal Padre della Letteratura Italiana ma è giunto adesso il momento di analizzare alcune delle "stranezze" che hanno portato un bel po' di lettori a disprezzare questo romanzo:
1) Com'è possibile che solo coloro che, in vita, si sono macchiati del sangue altrui, finiscono nell'Oltre, quando invece la religione ci ha insegnato che i peccati capitali o, più ampiamente, le cattive azioni in generale confinano all'Inferno?
2) Com'è possibile che, indipendentemente dall'epoca in cui questi siano vissuti (e quindi compresa anche la Preistoria, in quanto sono presenti anche gli uomini di Neanderthal) uno dei personaggi esordisce dicendo che l'Oltre è un posto poco popolato?
3) Com'è possibile che NON TUTTI quelli che in vita si sono macchiati del sangue altrui, compresi molti soldati, non finiscono nell'Oltre? Perché si parla di "guerre legittime" e "guerre non-legittime"?
4) Com'è possibile che molti dei cosiddetti Dannati (che non sono di certo rinomati per loro buone azioni) adesso abbiano una gran voglia di aiutare questi due viventi nella loro missione fantastica?
Ma questi sono solo alcune delle stranezze, diciamo così, che il libro presenta ma, di certo, sono quelle che mi fanno scervellare un tantino di più.
Dopotutto, devo ammettere che è stato un romanzo molto piacevole. Da amante dei classici o comunque di romanzi che presentano un registro linguistico un tantino più articolato, posso garantire che Cooper sa mettere a proprio agio, fornendo una stesura scorrevole e leggera, adatta a far distrarre e a rilassarsi, anche se bisogna ammettere che la suspense e la tensione talvolta si possono davvero toccare con mano. Lo trovo uno scrittore molto capace, d'altronde sono innamorata di La Biblioteca dei Morti. E, in quanto tale, non posso dire che questo romanzo sia all'altezza del primo.
L'idea di partenza stuzzica parecchio, tanto ch'io stessa abbia deciso di lanciarmi in questa sorta di thriller storico pseudo-fantasy attratta dalla curiosità, divorando le pagine a ritmo serrato perché lo meritava davvero.
Ma la pecca maggiore è senz'altro un'altra. Le "stranezze" o "incongruenze", che dir si voglia, sulla struttura dell'ambiente possono essere tollerate in quanto in un romanzo di fantasia lo scrittore può immaginare ciò che meglio crede. Ma su una cosa non posso assolutamente transigere: il finale.
Stiamo parlando di un finale aperto che prevede la pubblicazione di un secondo romanzo (già pubblicato ma di cui non sono in possesso) e poi ancora di un terzo (anch'esso pubblicato) e via dicendo, ma il romanzo è PERFETTAMENTE AUTOCONCLUSIVO, il che non prevede, nella maniera più assoluta un continuo, poiché NON NECESSARIO. Sono fermamente convinta, purtroppo, che gli altri volumi non siano altro che una copia riuscita male di un primo romanzo che poteva andar bene così com'è.
Detto questo, mi sento di consigliarlo perché lo merita davvero, ma senza troppe pretese e con una buona dose di tolleranza su quelle famose "stranezze" che si ritrovano durante la lettura. Adatto per rilassarsi e divertirsi.
In fondo, bravo Cooper.
-Erika.
 

lunedì 2 novembre 2015

Alan Moore - V per Vendetta

 
Scheda del libro:
Titolo: V for Vendetta
Autore: Alan Moore e David Lloyd
Editore: DC Comics - Vertigo
Genere: Distopico
Pagine: 288
Prezzo: 14 €
Data di uscita: 1982 - 85
 
Autore:
Alan Oswald Moore (Northampton, 18 novembre 1953) è un fumettista, scrittore, compositore, cantautore e occultista britannico.
Si è guadagnato una notevole fama tra gli autori di fumetti grazie soprattutto a opere quali Batman: The Killing Joke, Watchmen, From Hell, V for Vendetta e Che cosa è successo all'Uomo del Domani?.
È inoltre un romanziere, cantante e cantautore (particolari le sue rappresentazioni teatrali: un misto tra parte recitata e musica, preferibilmente elettronica) e, dal giorno del suo quarantesimo compleanno, si è autoproclamato mago.
Influenzato da Brian Eno e Captain Beefheart, in campo musicale, tra le sue letture formative si contano Mervyn Peake, William Seward Burroughs, Thomas Pynchon, Michael Moorcock, oltre ai fumetti letti nel periodo dell'infanzia.

Trama:
La storia è ambientata a Londra, in un futuro alternativo in cui il potere è nelle mani di un governo totalitario. In quest'ambiente si muove il protagonista, V, un enigmatico personaggio mascherato in cui il desiderio di libertà si fonde con uno spiccato spirito anarchico.

Recensione:
No, non posso davvero credere che sia finito. Davvero, ce l'ho messa tutta per farlo durare il più a lungo possibile ma è stata dura. Troppo. Non ce l'ho fatta..

Tutto ebbe inizio quando diedi l'avvio al video, rimasi incantata già dai primi dieci minuti. Non sono solita guardare il film prima del libro ed, in verità, non sapevo esistesse una versione cartacea. Dopotutto, storie del genere possono venire fuori solo dalla mente geniale di uno scrittore (con tutto il dovuto rispetto a registi e sceneggiatori di gran talento). E no, non è solo amore per i libri, è mera verità.
Moore mi ha stravolto, prima di conquistarmi. Ha generato uno dei personaggi più esemplari della storia della letteratura, consentitemi di dirlo. "Me? I'm the King of the twentieth century, I'm the bogeyman, the villain..the black sheep of the family." No, non era solo questo. V era un emblema, la personificazione di un ideale buono e giusto, l'etica in carne ed ossa, era colui che lottò per i suoi principi con le unghie e con i denti, era fermo, intelligente, calcolatore, freddo, distaccato, eppure amava, amava la giustizia, amava la verità e..tutti dovremmo avere un po' di V dentro di noi.

Da un altro punto di vista, è impossibile non riconoscere l'impronta palesemente Orwelliana, con la costruzione di una società autoritaria che controlla tutto e tutti obbligando la venerazione di un cosiddetto leader affamato di potere e, senz'altro, una seppur sottile allusione ai campi di concentramento, deviati in campi di riassestamento. Senza dimenticare che molti dei più grandi (e purtroppo peggiori) leader realmente esistiti vengono citati.
Personalmente, l'ho trovato molto, ma molto, attuale. Perché? Lo scoprirete non appena avrete questo magnifico capolavoro tra le mani.
Credo che basti.
Vi sembrerà strano, forse crederete di star leggendo i pensieri di una matta ma sostengo pienamente ciò che sto scrivendo. Ho amato questa graphic novel, l'ho trovata a dir poco geniale, e il fatto ch'io l'abbia letta in lingua originale mi ha permesso di penetrare più a fondo nella storia di un'ipotetica Londra autoritaria e di sentirmi ancora più a contatto con Moore.
Consigliato? Di più.
E..ah, "England prevails."

-Erika.

William Golding - Il signore delle mosche



Scheda del libro:
Titolo: Il signore delle mosche
Autore: William Golding
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Avventura
Pagine: 202
Prezzo: 9.50 €
Data di uscita: 1954
 
Autore:
William Golding (Newquay, Cornovaglia, 1911 - Perranarworthal, Cornovaglia, 1993), Nobel per la Letteratura nel 1983, dopo aver studiato ad Oxford si arruolò nella Marina partecipando nel 1944 allo sbarco in Normandia. Insegnante di inglese, filosofia e greco, fece il suo esordio nel 1934 con la raccolta Poems, raggiungendo il successo nel 1954 con Il signore delle mosche
Tra le sue opere si ricordano poi: Uomini nudi (1955), La piramide (1967), L'oscuro visibile (1979) e il postumo La doppia voce (1995).
 
Trama:
Un aereo cade su un'isola deserta nel cuore dell'Oceano Pacifico mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Presto qualcosa comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali che porteranno allo sviluppo di una vicenda destinata a mettere a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana, e a trasformare lo scenario paradisiaco dell'isola in un vero inferno. Pubblicato nel 1954, Il signore delle mosche è la prova d'esordio e il romanzo più celebre di William Golding, premio Nobel per la Letteratura nel 1983, nonché il manifesto della sua concezione del mondo e dell'uomo.
 
Opinione:
Beh, ad essere sincera, me l'aspettavo un tantino diverso, un tantino più "macabro", forse. Quando si nomina questo libro, infatti, la gente fa spesso riferimento agli aspetti più violenti che qui emergono ed io, fidandomi ciecamente, voltavo le pagine con febbrile attesa ma..no. Posso assicurarvi seduta stante che non stiamo parlando di un libro pseudo-horror, stiamo parlando di un libro che mette a nudo la vera natura umana, con l'intenzione di sfatare l'epocale "mito" dell'innocenza infantile. E queste scene "macabre" di cui molti parlano, seppur presenti, hanno solo lo scopo di portare alla luce questa verità. Con ottimi risultati, per altro. Come mi è capitato di leggere, il libro deve la sua notorietà proprio al messaggio che vuole elargire perché, per il resto, è un libro lento e talvolta anche un po' noioso (come molti usano notare). Con questo non oserei mai dire che non sia un buon libro ma, dopotutto, non è il libro che vi cambierà la vita.
 
 
- Erika