lunedì 2 novembre 2015

William Golding - Il signore delle mosche



Scheda del libro:
Titolo: Il signore delle mosche
Autore: William Golding
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Avventura
Pagine: 202
Prezzo: 9.50 €
Data di uscita: 1954
 
Autore:
William Golding (Newquay, Cornovaglia, 1911 - Perranarworthal, Cornovaglia, 1993), Nobel per la Letteratura nel 1983, dopo aver studiato ad Oxford si arruolò nella Marina partecipando nel 1944 allo sbarco in Normandia. Insegnante di inglese, filosofia e greco, fece il suo esordio nel 1934 con la raccolta Poems, raggiungendo il successo nel 1954 con Il signore delle mosche
Tra le sue opere si ricordano poi: Uomini nudi (1955), La piramide (1967), L'oscuro visibile (1979) e il postumo La doppia voce (1995).
 
Trama:
Un aereo cade su un'isola deserta nel cuore dell'Oceano Pacifico mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Presto qualcosa comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali che porteranno allo sviluppo di una vicenda destinata a mettere a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana, e a trasformare lo scenario paradisiaco dell'isola in un vero inferno. Pubblicato nel 1954, Il signore delle mosche è la prova d'esordio e il romanzo più celebre di William Golding, premio Nobel per la Letteratura nel 1983, nonché il manifesto della sua concezione del mondo e dell'uomo.
 
Opinione:
Beh, ad essere sincera, me l'aspettavo un tantino diverso, un tantino più "macabro", forse. Quando si nomina questo libro, infatti, la gente fa spesso riferimento agli aspetti più violenti che qui emergono ed io, fidandomi ciecamente, voltavo le pagine con febbrile attesa ma..no. Posso assicurarvi seduta stante che non stiamo parlando di un libro pseudo-horror, stiamo parlando di un libro che mette a nudo la vera natura umana, con l'intenzione di sfatare l'epocale "mito" dell'innocenza infantile. E queste scene "macabre" di cui molti parlano, seppur presenti, hanno solo lo scopo di portare alla luce questa verità. Con ottimi risultati, per altro. Come mi è capitato di leggere, il libro deve la sua notorietà proprio al messaggio che vuole elargire perché, per il resto, è un libro lento e talvolta anche un po' noioso (come molti usano notare). Con questo non oserei mai dire che non sia un buon libro ma, dopotutto, non è il libro che vi cambierà la vita.
 
 
- Erika

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