giovedì 17 dicembre 2015

Le avventure di Peter Pan - J. M. Barrie

                                      


Scheda del libro:


Titolo: Le avventure di Peter Pan
Autore: J. M. Barrie
Editore: Newton Compton - Minimammut
Genere: Classico d'avventura
Pagine: 224
Prezzo: 3,90
Data di uscita: 2015

Trama:

 Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo". È questa la ragione che spiega il mistero, semplice eppure profondo, del fascino di Peter Pan. La magia dei personaggi e delle atmosfere deriva da un'incrollabile fiducia nella forza dei sogni: con la sua freschezza e vitalità, questo strano ragazzo vola, insieme con i lettori, "dritto fino al mattino". Nel primo racconto, "Peter Pan nei giardini di Kensington", Peter è un bambino fuggito dalla culla che vive nel grande parco, tra saggi pennuti, fate e creature di sogno. In "Peter e Wendy" ha invece già raggiunto la famosa "Isola che non c'è", e affronta bizzarre avventure in quella terra fantastica, popolata da pirati, sirene, pellerossa e da un feroce coccodrillo divoratore di uomini e sveglie.

Recensione:

Piacevole lettura, scorrevole pur essendo un classico, che mi riporta a quand'ero bambina e adoravo tutto ciò che aveva a che fare con Peter Pan. Questo prima di leggerne il libro. Conosco a memoria le trasposizioni della Disney, che ammiro tutt'ora forse anche più del libro, ma il Peter Pan del film e molto lungi dal poter essere paragonato al Peter Pan della storia originale. Barrie ci mostra una strana forma di ingenuità, un'ingenuitá piuttosto rude, utopica talvolta, che spinge i bambini ad uccidere senza pensarci due volte, più per divertimento che per leggittima difesa. Nel libro Peter è molto più arrogante, presuntuoso, bramoso di esercitare il suo potere su tutto e tutti, come quando salva Giglio Tigrato e anche i pellerossa si prostrano a suoi piedi; ciò accresce il suo ego tanto da credersi il più temibile. D'altro canto questo lo si può comprendere dal fatto che Peter non conoscesse altro modo di comportarsi, non ha avuto un mentore che lo guidasse, ha sempre vissuto secondo le sue regole e proprio per questo non è possibile biasimarlo. Nonostante il particolare caratterino di Peter, è comunque stata una lettura che andava fatta e che rappresentava una mia grande lacuna. Adesso mi sono anch'io fatta una mia idea e posso confermare, come ho già detto, che rimarrò legata ai miei cari film della Disney che, nonostante la loro fallace riproduzione del personaggio, rimangono parte integrante della mia infanzia. Ci sono anche altri film tratti dal libro che ho sempre amato come quello diretto da P. J. Hogan, con il bellissimo Jeremy Sumpter. Tra l'altro quest'anno ne uscirà un altro, Pan - Viaggio nell'isola che non c'è, diretto da Joe Wright, con attori come Cara Delevingne, Amanda Seyfried, Garrett Hedlund e Hugh Jackman. Non vedo l'ora di poterlo vedere!

- Maria Rita.         

Amabili resti - Alice Sebold

                                     


Scheda del libro:


Titolo: Amabili resti
Autore: Alice Sebold
Editore: E/O Tascabili
Genere: Drammatico
Pagine: 345
Prezzo: 11.00
Data di uscita: 2011

Trama:

Susie è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata da quest'uomo dall'aria perbene, che la stupra, poi fa a pezzi il cadavere e nasconde i resti in cantina. Il racconto è affidato alla voce di Susie, che dopo la morte narra dal suo cielo la vicenda con inedito effetto straniante. Il libro procede avvincente come un giallo: vogliamo sapere chi l'ha uccisa, cosa fa l'assassino, come avanzano le indagini, come reagisce la famiglia. Ed è Susie che ci racconta tutto questo, aumentando così la nostra partecipazione emotiva. Lei "fa il tifo" per suo padre quando, opponendosi alla svolta che hanno prese le indagini della polizia, capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca d'incastrarlo. Un romanzo che commuove senza mai indulgere a sentimentalismi. Le vite dei genitori, dei fratelli e degli amici di Susie, spezzate dalla sua tragica scomparsa, vengono raccontate con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza. E Susie aiuterà tutti, i lettori per primi, a riconciliarsi con il dolore del mondo.

Recensione:

Una delle più belle letture della mia vita. Tutt'ora, a libro finito, mi viene voglia di piangere e versare tutte le lacrime che durante la lettura sono riuscita a stento a trattenere. Ho adorato quasi tutti i personaggi di questo libro, fatta eccezione chiaramente per Harvey e, in parte, per Abigail, la madre di Susie, il cui atteggiamento non sono riuscita a comprendere fino in fondo. In questa storia sono un po' tutti protagonisti, le cui vicende sono narrate dalla voce di Susie; ognuno di loro, così come tutto ciò che li concerne, è descritto egregiamente. Ho adorato lo stile di scrittura della Sebold, il suo modo di esprimere i sentimenti e i dolori di ognuno di queste persone, la sua capacità di trasmetterli al lettore che, a sua volta, li fa propri. Sono stata più volte colpita, ferita dalle sue parole, tanto semplici quanto incisive, attraverso le quali è riuscita a farmi amare e a farmi affezionare ad ognuna delle personalità da essa stessa inventate. Per me questo significa essere una scrittrice, è questo ciò che un giorno vorrei essere in grado di fare, riuscire a trasmettere ciò che provo attraverso le parole. Infondo è questo lo scopo dei libri e della lettura, far percepire al lettore tutte quelle sensazioni, quelle emozioni celate tra le righe; beh, Alice Sebold ci è riuscita alla grande.
La protagonista Susie, dinanzi ad una morte tanto atroce, non si è fermata, ha continuato a lottare, a desiderare frammenti di vita e per questo è rimasta per anni a seguire ed orientare gli altri, ancorata alla vita delle persone che più amava, senza mai giudicarne le azioni. Per questo l'ho tanto ammirata. Alla stessa stregua ho ammirato Jack, il padre di Susie, un uomo forte che, nonostante il dolore procuratogli dall'assenza della figlia e in egual modo dall'assenza della moglie, è riuscito a distanza di anni ad innamorarsi una seconda volta di quest'ultima e ad affrontare ogni difficoltà con tenacia, senza dare cenni di cedimento, senza osare fermarsi, e tutto per amore verso i suoi figli. Potrei stare qui ore a parlarvi dell'intraprendenza di Lindsey e della dolcezza di Ruth, e di Ray, e di tutti gli altri personaggi molto vicini a Susie, che hanno dovuto affrontare, ognuno a proprio modo, la sua perdita e che, conoscendoli, non puoi fare a meno di apprezzare.
Questo libro ci insegna che mai nulla rimane impunito, che il male che si provoca prima o poi tornerà a chiedere il conto, ma ancora più ci insegna che il destino è capace di grandi cose, che non importa quanto la vita possa spingerci lontano da coloro a cui vogliamo più bene, non importano le circostanze, se si tratta di persone che abbiamo veramente amato, troveremo sempre la maniera di ricongiungerci ad esse, in un modo o in un altro.


- Maria Rita.

Romeo e Giulietta - William Shakespeare

                                                        


Scheda del libro:


Titolo: Romeo e Giulietta
Autore: William Shakespeare
Editore: Universale Feltrinelli
Genere: Drammatico
Pagine: 270
Prezzo: 7.50
Data di uscita: 4 Giugno 2014

Trama:

In "Romeo e Giulietta" (1595-1596) la morte è presente in vario modo fin dall'inizio. Ma è con il duello tra Mercuzio e Tebaldo che essa entra realmente in scena e avvia quella sua presa di possesso della città cui la tragedia conduce. Non solo, ma che la prima vittima sia Mercuzio, simbolo di giovinezza e di libertà, della gioia di vivere e della stessa gioia di far teatro, è anche indicativo di chi sia l'oggetto di questo assalto della morte: non i vecchi, ma i giovani, non il declinare della vita, ma il suo sbocciare, non la stanchezza, l'aridità del cuore, ma la sua freschezza, il suo desiderio d'amore. Tebaldo uccide Mercuzio; Romeo uccide Tebaldo, finché, come sappiamo, la morte aggredisce anche Romeo e Giulietta, e la "bella Verona" celebrata all'inizio si trasforma in una tomba. Nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, con il loro amore raggelato per l'eternità nelle statue d'oro che i carnefici eleveranno a ricordo.

Recensione:

Bellissima e scorrevole lettura, questa di Romeo e Giulietta. Si è trattato del mio primo approccio con Shakespeare e, fino a questo momento, non sapevo che idea mi sarei fatta di una lettura così diversa dalle mie solite, essendo abituata alla prosa e non agli adattamenti teatrali. Sono rimasta piacevolmente colpita dal modo di esprimersi del drammaturgo, l'intera storia è pura poesia, non soltanto in quei frangenti che avevano come protagonisti i due sfortunati amanti, ma in ogni istante, in ogni chiacchierata tra amici, in ogni duello.
Finalmente capisco cosa si intende per "Vorrei un amore come quello di Romeo e Giulietta", perché fino a poco tempo fa trovavo assurda quest'affermazione, ci ridevo su sapendo, per sentito dire, che il loro era stato un amore durato appena tre o quattro giorni e che alla fine erano morti entrambi. Giungendo all'ultima pagina del libro ho capito. Quello di Romeo e Giulietta è stato un amore che andava oltre tutto e tutti, probabilmente sbocciato troppo in fretta, ma comunque qualcosa di grande e indissolubile. La cosa su cui più mi sbagliavo era pensare che fosse durato così poco poiché è stato proprio rinunciando alla loro vita terrena, alla loro anima, che lo hanno reso un amore immortale.

- Maria Rita.         

giovedì 5 novembre 2015

Glenn Cooper - Dannati

 
 
Scheda del libro:
Titolo: Dannati
Autore: Glenn Cooper
Editore: TEA
Genere: Thriller-storico-fantasy
Pagine: 494
Prezzo: 5 €
Data di uscita: 2014
 
Autore:
Glenn Cooper si è laureato in Archeologia a Harvard e ha poi conseguito un dottorato in Medicina. E' stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma ha lavorato a lungo come sceneggiatore e produttore cinematografico.
Il suo primo romanzo, La Biblioteca dei Morti, ha riscosso un successo clamoroso, confermato dai libri successivi: Il Libro delle Anime, La mappa del destino, Il marchio del diavolo, L'ultimo giorno, I Custodi della Biblioteca e Il calice della vita.
 
Trama:  
Immagina di trovarti all'improvviso in un mondo simile al nostro, ma completamente diverso.
Un mondo dove sono confinati tutti i malvagi vissuti sulla Terra dall'inizio dei tempi.
Un mondo dove tu sei l'unico "vivo". Quel mondo è l'Inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa.
 
Recensione:
Come spesso mi capita, mi sono ritrovata a leggere e rileggere molti dei commenti di coloro che mi hanno preceduta nella lettura di un qualsivoglia libro ma, stavolta, è stato molto ma molto più difficile schierarsi per una fazione o per un'altra.
Solitamente un libro piace o non piace ma, in questo caso, davvero, non so cosa fare. E non sono stata l'unica ad avere lo stesso problema.
Ma iniziamo dall'inizio.
Uno degli ultimi libri pubblicati da Mr. Cooper narra l'ultramondana avventura della bionda ed avvenente fisico particellare Emily Loughty e il suo spavaldo amante ex soldato americano John Camp, in arte (per chi la pensa come me) Superman.
Nel corso di un esperimento riuscito male, si crea una frattura spazio-temporale che apre un varco direttamente sull'Oltre, uno pseudo-inferno.
E, seguendo le orme del celeberrimo mito di Orfeo ed Euridice, il nostro Superman attraversa il passaggio per correre in salvo alla sua sventurata amata risucchiata da quella dimensione.
Sin qui, tutto bene ma, è proprio da questo momento in poi, che la sfilza di lettori prende posizione o, come me, rimane dimidiata.
Cooper ha completamente stravolto la secolare concezione che tutti coloro che sono entrati in relazione con Dante avevano dell'Inferno, dando vita ad una dimensione così stravagante che non si potrebbe ben dire se migliore o peggiore della precedente.
L'Oltre risulta essere una sorta d'immagine speculare alla Terra in cui, geograficamente parlando, tutti i territori si stanziano esattamente dove li conosciamo, mantenendo però i nomi risalenti ad epoche passate. L'ambiente risulta cupo, esattamente come quello dantesco, proprio perché la luce divina non riesce a raggiungerlo ma, contrariamente, appare particolarmente "tranquillo", in quanto nessuna creatura demoniaca tormenta le anime in pena con stratagemmi infernali o gironi particolari. Nemmeno Lucifero viene nominato, ed ogni singolo personaggio afferma di non averlo mai visto.
Si tratta di terre emerse in cui si distribuiscono variamente paesi, città e villaggi e in cui la gente cerca di vivere in maniera serena, evitando pericoli minori come gli Erranti o psicopatici violenti. Si narra che solo coloro che in vita abbiano ucciso, alla loro morte si ritrovano catapultati nell'Oltre: un luogo in cui non si invecchia e non si muore mai, ma si possono contrarre malattie e si può essere mortalmente feriti. Se ciò dovesse accadere, però, ecco che incombe la fine peggiore per ogni dannato: le sale di decomposizione, in cui ogni individuo, anche in pezzi, è costretto a sorbirsi le più atroci sofferenze per via del barlume di coscienza rimasto integro.
Anche queste terre sono divise in regni, ognuno governato da personalità realmente esistite che nel corso della storia hanno raggiunto un certo spessore ed anche per questo, durante il loro viaggio, Emily e John incontreranno personaggi come: Enrico VIII, Robespierre, Federico Barbarossa, Heinrich Himmler, Giuseppe Garibaldi, il gran Caravaggio, Caterina Sforza, Cesare Borgia e molti, molti altri.
E sì, anche Hitler verrà nominato ma, poiché giustiziato dal Barbarossa, adesso è confinato nella sala di decomposizione a patire le peggiori pene. Tanto di cappello al nostro Glenn per questo, senz'altro.
Ma, nonostante l'arrivo di nuove e più moderne personalità nell'Oltre, l'ambiente è bloccato ad un'epoca piuttosto primitiva con tecniche primitive e la voglia continua di costruire e conoscere armamenti moderni per distruggere gli eserciti nemici.
Caratteristica peculiare: l'odore di morto.
Sin qui, sembrerebbe un mondo di gran lunga migliore rispetto a quello descritto a suo tempo dal Padre della Letteratura Italiana ma è giunto adesso il momento di analizzare alcune delle "stranezze" che hanno portato un bel po' di lettori a disprezzare questo romanzo:
1) Com'è possibile che solo coloro che, in vita, si sono macchiati del sangue altrui, finiscono nell'Oltre, quando invece la religione ci ha insegnato che i peccati capitali o, più ampiamente, le cattive azioni in generale confinano all'Inferno?
2) Com'è possibile che, indipendentemente dall'epoca in cui questi siano vissuti (e quindi compresa anche la Preistoria, in quanto sono presenti anche gli uomini di Neanderthal) uno dei personaggi esordisce dicendo che l'Oltre è un posto poco popolato?
3) Com'è possibile che NON TUTTI quelli che in vita si sono macchiati del sangue altrui, compresi molti soldati, non finiscono nell'Oltre? Perché si parla di "guerre legittime" e "guerre non-legittime"?
4) Com'è possibile che molti dei cosiddetti Dannati (che non sono di certo rinomati per loro buone azioni) adesso abbiano una gran voglia di aiutare questi due viventi nella loro missione fantastica?
Ma questi sono solo alcune delle stranezze, diciamo così, che il libro presenta ma, di certo, sono quelle che mi fanno scervellare un tantino di più.
Dopotutto, devo ammettere che è stato un romanzo molto piacevole. Da amante dei classici o comunque di romanzi che presentano un registro linguistico un tantino più articolato, posso garantire che Cooper sa mettere a proprio agio, fornendo una stesura scorrevole e leggera, adatta a far distrarre e a rilassarsi, anche se bisogna ammettere che la suspense e la tensione talvolta si possono davvero toccare con mano. Lo trovo uno scrittore molto capace, d'altronde sono innamorata di La Biblioteca dei Morti. E, in quanto tale, non posso dire che questo romanzo sia all'altezza del primo.
L'idea di partenza stuzzica parecchio, tanto ch'io stessa abbia deciso di lanciarmi in questa sorta di thriller storico pseudo-fantasy attratta dalla curiosità, divorando le pagine a ritmo serrato perché lo meritava davvero.
Ma la pecca maggiore è senz'altro un'altra. Le "stranezze" o "incongruenze", che dir si voglia, sulla struttura dell'ambiente possono essere tollerate in quanto in un romanzo di fantasia lo scrittore può immaginare ciò che meglio crede. Ma su una cosa non posso assolutamente transigere: il finale.
Stiamo parlando di un finale aperto che prevede la pubblicazione di un secondo romanzo (già pubblicato ma di cui non sono in possesso) e poi ancora di un terzo (anch'esso pubblicato) e via dicendo, ma il romanzo è PERFETTAMENTE AUTOCONCLUSIVO, il che non prevede, nella maniera più assoluta un continuo, poiché NON NECESSARIO. Sono fermamente convinta, purtroppo, che gli altri volumi non siano altro che una copia riuscita male di un primo romanzo che poteva andar bene così com'è.
Detto questo, mi sento di consigliarlo perché lo merita davvero, ma senza troppe pretese e con una buona dose di tolleranza su quelle famose "stranezze" che si ritrovano durante la lettura. Adatto per rilassarsi e divertirsi.
In fondo, bravo Cooper.
-Erika.
 

lunedì 2 novembre 2015

Alan Moore - V per Vendetta

 
Scheda del libro:
Titolo: V for Vendetta
Autore: Alan Moore e David Lloyd
Editore: DC Comics - Vertigo
Genere: Distopico
Pagine: 288
Prezzo: 14 €
Data di uscita: 1982 - 85
 
Autore:
Alan Oswald Moore (Northampton, 18 novembre 1953) è un fumettista, scrittore, compositore, cantautore e occultista britannico.
Si è guadagnato una notevole fama tra gli autori di fumetti grazie soprattutto a opere quali Batman: The Killing Joke, Watchmen, From Hell, V for Vendetta e Che cosa è successo all'Uomo del Domani?.
È inoltre un romanziere, cantante e cantautore (particolari le sue rappresentazioni teatrali: un misto tra parte recitata e musica, preferibilmente elettronica) e, dal giorno del suo quarantesimo compleanno, si è autoproclamato mago.
Influenzato da Brian Eno e Captain Beefheart, in campo musicale, tra le sue letture formative si contano Mervyn Peake, William Seward Burroughs, Thomas Pynchon, Michael Moorcock, oltre ai fumetti letti nel periodo dell'infanzia.

Trama:
La storia è ambientata a Londra, in un futuro alternativo in cui il potere è nelle mani di un governo totalitario. In quest'ambiente si muove il protagonista, V, un enigmatico personaggio mascherato in cui il desiderio di libertà si fonde con uno spiccato spirito anarchico.

Recensione:
No, non posso davvero credere che sia finito. Davvero, ce l'ho messa tutta per farlo durare il più a lungo possibile ma è stata dura. Troppo. Non ce l'ho fatta..

Tutto ebbe inizio quando diedi l'avvio al video, rimasi incantata già dai primi dieci minuti. Non sono solita guardare il film prima del libro ed, in verità, non sapevo esistesse una versione cartacea. Dopotutto, storie del genere possono venire fuori solo dalla mente geniale di uno scrittore (con tutto il dovuto rispetto a registi e sceneggiatori di gran talento). E no, non è solo amore per i libri, è mera verità.
Moore mi ha stravolto, prima di conquistarmi. Ha generato uno dei personaggi più esemplari della storia della letteratura, consentitemi di dirlo. "Me? I'm the King of the twentieth century, I'm the bogeyman, the villain..the black sheep of the family." No, non era solo questo. V era un emblema, la personificazione di un ideale buono e giusto, l'etica in carne ed ossa, era colui che lottò per i suoi principi con le unghie e con i denti, era fermo, intelligente, calcolatore, freddo, distaccato, eppure amava, amava la giustizia, amava la verità e..tutti dovremmo avere un po' di V dentro di noi.

Da un altro punto di vista, è impossibile non riconoscere l'impronta palesemente Orwelliana, con la costruzione di una società autoritaria che controlla tutto e tutti obbligando la venerazione di un cosiddetto leader affamato di potere e, senz'altro, una seppur sottile allusione ai campi di concentramento, deviati in campi di riassestamento. Senza dimenticare che molti dei più grandi (e purtroppo peggiori) leader realmente esistiti vengono citati.
Personalmente, l'ho trovato molto, ma molto, attuale. Perché? Lo scoprirete non appena avrete questo magnifico capolavoro tra le mani.
Credo che basti.
Vi sembrerà strano, forse crederete di star leggendo i pensieri di una matta ma sostengo pienamente ciò che sto scrivendo. Ho amato questa graphic novel, l'ho trovata a dir poco geniale, e il fatto ch'io l'abbia letta in lingua originale mi ha permesso di penetrare più a fondo nella storia di un'ipotetica Londra autoritaria e di sentirmi ancora più a contatto con Moore.
Consigliato? Di più.
E..ah, "England prevails."

-Erika.

William Golding - Il signore delle mosche



Scheda del libro:
Titolo: Il signore delle mosche
Autore: William Golding
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Avventura
Pagine: 202
Prezzo: 9.50 €
Data di uscita: 1954
 
Autore:
William Golding (Newquay, Cornovaglia, 1911 - Perranarworthal, Cornovaglia, 1993), Nobel per la Letteratura nel 1983, dopo aver studiato ad Oxford si arruolò nella Marina partecipando nel 1944 allo sbarco in Normandia. Insegnante di inglese, filosofia e greco, fece il suo esordio nel 1934 con la raccolta Poems, raggiungendo il successo nel 1954 con Il signore delle mosche
Tra le sue opere si ricordano poi: Uomini nudi (1955), La piramide (1967), L'oscuro visibile (1979) e il postumo La doppia voce (1995).
 
Trama:
Un aereo cade su un'isola deserta nel cuore dell'Oceano Pacifico mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Presto qualcosa comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali che porteranno allo sviluppo di una vicenda destinata a mettere a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana, e a trasformare lo scenario paradisiaco dell'isola in un vero inferno. Pubblicato nel 1954, Il signore delle mosche è la prova d'esordio e il romanzo più celebre di William Golding, premio Nobel per la Letteratura nel 1983, nonché il manifesto della sua concezione del mondo e dell'uomo.
 
Opinione:
Beh, ad essere sincera, me l'aspettavo un tantino diverso, un tantino più "macabro", forse. Quando si nomina questo libro, infatti, la gente fa spesso riferimento agli aspetti più violenti che qui emergono ed io, fidandomi ciecamente, voltavo le pagine con febbrile attesa ma..no. Posso assicurarvi seduta stante che non stiamo parlando di un libro pseudo-horror, stiamo parlando di un libro che mette a nudo la vera natura umana, con l'intenzione di sfatare l'epocale "mito" dell'innocenza infantile. E queste scene "macabre" di cui molti parlano, seppur presenti, hanno solo lo scopo di portare alla luce questa verità. Con ottimi risultati, per altro. Come mi è capitato di leggere, il libro deve la sua notorietà proprio al messaggio che vuole elargire perché, per il resto, è un libro lento e talvolta anche un po' noioso (come molti usano notare). Con questo non oserei mai dire che non sia un buon libro ma, dopotutto, non è il libro che vi cambierà la vita.
 
 
- Erika

lunedì 19 ottobre 2015

Il circo della notte - Erin Morgenstern




Scheda del libro:

Titolo: Il circo della notte
Autore: Erin Morgenstern
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy
Pagine: 460
Prezzo: 18.50
Data di uscita: 11 Gennaio 2012


Trama:

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l'insegna in bianco e nero che dice: "Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all'aurora". È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l'umana fantasia dispiega l'infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l'albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all'unico scopo di dimostrare una volta per tutte l'inferiorità dell'avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l'uno dall'altra: l'amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.



Recensione:

La prima cosa che mi spinse ad acquistare questo romanzo è il titolo, emblematico perché l’intera storia ruota intorno, sì alla storia dei due protagonisti, ma soprattutto intorno a questo fantomatico circo che apre i suoi battenti solo di notte, dal crepuscolo all’alba. Fantasy singolare nel suo genere, diverso dai consueti.
La scrittrice venne quasi definita una poetessa per il suo modo di scrivere, per le sue magnifiche descrizioni dettagliate e minuziose dello stesso circo, delle sue varie componenti e dei vari personaggi che vi incontriamo nel corso della storia, descrizioni che ti permettono di vivere quel mondo, quell’ambiente onirico come se ne facessi veramente parte. L’obiettivo principale dell’autrice sembra essere proprio quello di creare e riprodurre un’atmosfera ammaliante, da sogno, che soltanto un luogo colmo di magia ed illusione può regalarti.
Riguardo alla trama, la Morgenstern ha voluto tessere le varie vicende partendo dall’infanzia di due bambini, Celia e Marco, le cui vite sono destinate a scontrarsi nel bene e nel male e rendendoli partecipe del più nefasto fato. Ha fatto nascere l’amore laddove doveva esserci rivalità e odio. Ebbene sì, i due protagonisti, scelti dai rispettivi mentori, devono affrontare una sfida all’insegna del prestigio e dell’illusione, una sfida che può avere un solo vincitore.


La storia non si focalizza soltanto su questi due personaggi poiché alla trama centrale vanno ad intrecciarsi altre sub-trame, vicende che, anche se apparentemente lontane e talvolta ambientate in epoche diverse, alla fine si ricongiungeranno in un’unica.
Una trama originale che non può non catturare, mi ha sempre affascinato il mondo circense e l’idea di un fantasy ambientato in un luogo del genere mi ha fatto letteralmente impazzire dalla curiosità. Un romanzo fantastico, che tiene col fiato sospeso, volto sempre a stupirti, ad ingannarti con l’ennesimo trucco, a catturarti pagina dopo pagina e a trascinarti in un luogo magnifico dove non è possibile distinguere la realtà dall’illusione. 

- Maria Rita.



giovedì 17 settembre 2015

Raven Boys - Maggie Stiefvater

Scheda del libro:

Titolo: Raven Boys
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Genere: Fantasy, Paranormal
Pagine: 460
Prezzo: 16.00
Data di uscita: 20 Novembre 2013


Autore

Vive in Virginia insieme al marito e ai due figli, due cani e un gatto. Pittrice e illustratrice, da anni scrive con successo libri per giovani adulti a sfondo fantasy. La trilogia de I lupi di Mercy Falls ha conquistato migliaia di lettori in tutto il mondo. La corsa delle onde è stato venduto in quattordici Paesi e la Warner Bros ne ha acquistato i diritti cinematografici.

Trama

È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s'innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai.Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la “linea di prateria” che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un'avventura che la porterà molto più lontano del previsto.


Recensione

Primo libro della quadrilogia, Raven Boys è stata una piacevole scoperta. Della Stiefvater avevo già letto e letteralmente adorato La corsa delle onde, perciò non potevo non cogliere al volo la possibilità di leggere una sua nuova creazione. I personaggi attorno a cui ruotano le vicende sono Gansey, Adam, Ronan e Noah, studenti della prestigiosa scuola Aglionby, quattro ragazzi dalle personalità più disparate, personalità plasmate dalle esperienza passate, dalle difficoltà che la vita ha fatto loro affrontare, problemi con la famiglia, con il proprio passato. Nonostante la diversità i quattro riescono a convivere, a collaborare e stringere un forte legame d'amicizia. A questi si intreccia la vita di un altro personaggio co-protagonista, Blue Sargent, una ragazza cresciuta in una famiglia di chiaroveggenti, all'interno della quale rappresenta un po' la pecora nera in quanto non possiede alcun particolare dono, bensì la sola capacità di fungere da catalizzatore, di amplificare il potere altrui.
Inizialmente lo stile di scrittura mi risultava un po' lento e ridondante, man mano la storia prosegue si fa sempre più incalzante e coinvolgente, è dunque un crescendo. Maggie riesce a mettere in risalto tutti i personaggi allo stesso modo, infatti non si può decretare un personaggio protagonista perché lo sono un po' tutti. 



Tutto mi ha incuriosito della storia, la maledizione di Blue, l'apparizione dello spirito di Gansey la notte della vigilia di San Marco, il passato che si cela dietro la personalità di ognuno dei personaggi, i protagonisti in se stessi: Gansey, cresciuto in una famiglia ricca, determinato nelle sue continue ricerche, Adam, la cui situazione economica ben più drammatica lo costringe a svolgere più lavori per poter frequentare una scuola tanto prestigiosa, Noah che io adoro, vagamente inquietante, talmente silenzioso da farti dubitare della sua presenza/assenza, ed infine Ronan, con un problematico rapporto con il fratello in seguito alla morte del padre. L'autrice riesce a descrivere le vicende di ognuno di essi senza mai creare scompiglio e confusione nella mente del lettore, tutto viene descritto con fluidità e chiarezza con lo scopo di dare al lettore un quadro dettagliato delle intere vite dei cinque ragazzi, vite che si andranno inevitabilmente a scontrare in un turbinio di avvenimenti che lasceranno col fiato sospeso fino alla fine.


- Maria Rita.






domenica 5 luglio 2015

Aldous L. Huxley - Il mondo nuovo

Scheda del libro:
Titolo: Il mondo nuovo
Autore: Aldous L. Huxley
Editore: Oscar Mondadori
Genere: Romanzo di fantascienza, distopico
Pagine: 212
Prezzo: €10,50
Data di uscita: 1932

Autore:
 
Aldous L. Huxley (Godalming, Surrey, 1894 - Los Angeles, 1963), rampollo di una illustre famiglia inglese di scienziati, si laureò nel 1915 in Letteratura inglese e Filologia a Oxford. Iniziò a scrivere durante gli anni del Primo conflitto mondiale, pubblicando recensioni di teatro, arte, musica e libri sulla prestigiosa rivista "Athenaeum" e sulla "Westminster Gazette", grazie alla quale conobbe Katherine Mansfield e D. H. Lawrence. Autore di numerosi saggi, raggiunse la notorietà internazionale soprattutto con Il mondo nuovo (1932) e Ritorno al mondo nuovo (1958).

Trama:
 
Scritto nel 1932, Il mondo nuovo è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente ad ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare ad ogni emozione, ad ogni sentimento, ad ogni manifestazione della propria individualità.

Recensione:
 
"Il mondo nuovo" fu uno dei primi romanzi fantascientifici con tendenze distopiche ad apparire sulla faccia della terra e, da fervente amatrice del genere, non potevo di certo lasciarmelo scappare. Solitamente, è bene serbare consigli e raccomandazioni nella parte finale del testo ma stavolta voglio stravolgere un po' la situazione, proprio come questo libro ha stravolto me. Ma mi spiegherò meglio tra qualche riga..
Come potete leggere dalla scheda tecnica più in alto, il romanzo venne pubblicato nel 1932 e, in tutta sincerità, quest'aspetto mi ha dato un po' da pensare.
Nel periodo compreso tra il 1908 e il 1928, la casa automobilistica Ford produsse una tra le vetture più famose al mondo, la cosiddetta Ford T, utilizzando la tecnica della catena di montaggio. Una tecnica che permetteva non solo di produrre una serie pressocché infinita di vetture in poco tempo, ma garantiva anche dei costi d'acquisto molto bassi. La Ford T era "un'auto per tutti".
Possiamo ben immaginare come tale evento abbia potuto scuotere le menti di molti contemporanei, tra cui il nostro Huxley, che immaginò un ipotetico mondo futuro in cui la tecnica e la scienza avessero preso il sopravvento e attraverso cui veniva gestita l'intera società. (Forse con l'esplicito intento di mettere in guardia i lettori sulle possibili conseguenze di un "eccesso" di scienza.)
Devo ammettere che, più che l'intreccio e la storia narrata, la descrizione di questo nuovo tipo di società mi ha molto incuriosito, al punto da pensare che, da qualche parte nel mondo, qualche scienziato appassionato di Huxley possa voler mettere in atto "Il mondo nuovo".

Fondamentale per la storia è il ruolo di Ford e della lettera T, concepito come simbolo di culto di una sorta di dio da venerare e rispettare.
Questa nuova società basata, appunto, sulla "produzione in serie", si colloca nell'anno di Ford 632, il cui calcolo inizia proprio dall'anno della prima uscita del modello T, considerato l'anno 1.
Tra i temi principali del romanzo troviamo l'eugenetica e il controllo mentale, volto al consolidamento di una società stabile e perfetta.
I singoli individui non nascono più da rapporti sessuali, ma vengono prodotti all'interno di laboratori specializzati, al sicuro delle loro provette. Il parto naturale, nonostante fosse ancora fisicamente possibile, veniva considerato immorale e fortemente raccapricciante. Al contrario, tutto ciò che riguardava la sessualità e la promiscuità dei rapporti veniva recepito come doveroso e oggetto di vanto, tanto da essere insegnato e fatto praticare a bambini di tutte le età come attività educativa.

La società era divisa in caste: alfa, beta, gamma, delta ed epsilon. Ognuno con delle precipue caratteristiche fisiche ed intellettive rigorosamente ottenute tramite tecniche di laboratorio, ed ognuna contraddistinta da uno specifico colore.
Ogni individuo veniva educato o, meglio, cerebralmente condizionato, affinché fosse pago del proprio ruolo nella società.
Tale condizionamento garantiva una certa soddisfazione della propria vita e permetteva di evitare possibili sommosse o rivolte.

La società si basava sull'idea di armonia e stabilità, ed utilizzava tutti i mezzi a sua disposizione per garantire la pace. Venivano distribuite delle quantità di soma (una sorta di droga antidepressiva) che permetteva al soggetto di catapultarsi in una realtà alternativa e del tutto immaginaria, fungendo da momentanea "vacanza" dal lavoro o da un ipotetico periodo di infelicità. Ma, per assicurare la stabilità, era necessario omettere tutti quei valori che ai nostri giorni vengono considerati fondamentali. In primis, la famiglia. Ogni rapporto di parentela era inesistente e gli stessi nomi venivano scelti dal soggetto secondo le proprie preferenze. Ogni tipo di sentimento diverso dalla felicità era bandito, compreso l'amore, l'amicizia e la compassione.

A contrapporsi a questa società, troviamo "La riserva dei selvaggi". Un luogo controllato in cui viveva gente non civilizzata secondo gli standard del Mondo Nuovo. Questo "secondo mondo" non è sicuramente paragonabile al nostro, in quanto la gente viveva in condizioni veramente primitive e strane a comprendersi anche per una persona dei nostri giorni. Si trattava di indiani e meticci che conservavano abitudini e costumi "ripugnanti" come, appunto, i matrimoni e le famiglie, il cristianesimo e il totemismo, malattie contagiose, preti, e così via..

Sin dal momento in cui venni a conoscenza dell'esistenza di tale libro, la mia stima per lo scrittore raggiunse quell'alto picco che, nonostante la storia narrata a mio parere poco interessante, riesce ancora a mantenere con un certo orgoglio.
L'aspettativa era alta, ma posso dire di non essere stata delusa. Per questo mi sento di consigliare quest'opera, non solo agli amanti della distopia e della fantascienza, ma a tutti coloro che intendono cimentarsi in qualcosa di "diverso", "strano" e "curioso".
Inoltre, trattandosi di un romanzo datato, e comunque distopico, la stesura e il linguaggio sono ovviamente impeccabili.
Mi sono dilungata troppo? Chiedo scusa ma, a parer mio, il romanzo merita tante belle parole.
A presto. Un bacio.

Erika.
 

martedì 9 giugno 2015

Hermann Hesse - Siddhartha

 
Scheda del libro:
Titolo: Siddhartha
Autore: Hermann Hesse
Editore: Adelphi
Genere: Romanzo storico, di formazione
Pagine: 180
Prezzo: €10.00
Data di uscita: 1922

"Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno."

"Ogni uomo ha un suo compito nella vita, e non è mai quello che egli avrebbe voluto scegliersi."

"Ancora oggi non conosco nulla di più prezioso al mondo di una solida e sincera amicizia."

Quante volte ci siamo ritrovati a leggere, anche per sbaglio, su qualche link apparso sulla Home di Facebook, citazioni simili? Finendo poi per impararle e sfoderarle con ostentato orgoglio nelle occasioni considerate più opportune.

Molti di quelle frasi portano spesso la firma di Hesse e, di certo, non a caso. Oltre ad essere stato uno tra gli scrittori più celebri ed apprezzati, un filosofo e un pittore, infatti, egli fu soprattutto un poeta e un aforista.
La sua produzione, in versi e in prosa, vanta ben quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti, in cui si manifesta in piena evidenza il suo interesse e la sua conoscenza dell'esistenzialismo, mutuato in particolare da Schopenhauer e Nietzsche, con toni legati in particolare allo spiritualismo e il misticismo. Senza dimenticare, tra l'altro, la filosofia orientale, specialmente indù e buddhista, che gli era stata trasmessa in giovane età proprio dal nonno.

Tra i romanzi, "Siddhartha" è, senza dubbio alcuno, l'opera di Hesse più nota. Mi piace pensare che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi abbia sentito pronunciare questo nome, forse anche chiedendosi di cosa potesse trattarsi.

Ebbene, Siddhartha è un breve romanzo ambientato nell'India del VI secolo a.C. e narra la storia di un giovane indiano il cui nome dà il titolo all'opera.

Chi è Siddhartha? Egli è uno che cerca, cerca di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perciò ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine del tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddhartha.

Pubblicato per la prima volta nel 1922, ancora oggi il romanzo riesce a riscuotere un immenso successo.
Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente non è facile incontrare altrove.

" «Povero io sono disse Siddhartha: «non possiedo niente, se è questo che intendi dire. Certamente sono povero, ma lo sono volontariamente, quindi non sono in miseria.»"

da "Siddhartha"

Non posso negare che, nonostante l'esigua lunghezza del romanzo, si è trattata di una lettura intensa e particolare. Se un giorno mi chiedessero di citare un libro in cui l'inizio si rivela un po' pesante ma che, proseguendo, comincia a nutrire l'interesse in un crescendo di suspense, allora non esiterei a fare questo nome. Il romanzo consta, infatti, di due parti ed è stato proprio in corrispondenza di questa divisione che, dopo un leggero blocco dovuto all'"aridità" riscontrata nella prima parte, mi sono rifiondata in una lettura ininterrotta sino alla fine del romanzo.
Soprattutto nella prima parte, non si delinea una trama precisa a cui potersi appigliare come si è soliti incontrare. Spesso si trattava di semplici accenni che fungevano da sfondo alla meditazione e al pensiero del protagonista che, sempre in prima linea, scandagliava la propria vita e il senso di essa.

Oltre ad essere un romanzo storico, infatti, questo è soprattutto un romanzo di formazione. Le vicende si svolgono in India, sì, ma l’autore non si sofferma mai sulla descrizione dei luoghi, e poco ci dice di Siddhartha. Siamo solo sicuri ch'egli fosse il figlio di un brahmano e che, nonostante il romanzo sia ispirato alla vicenda del Buddha - appunto Siddhartha Gautama -, il protagonista non è il Buddha storico, il quale compare nel libro sotto il nome di Gotama, ma un personaggio di fantasia che rappresenta "uno dei tanti Buddha potenziali".

Particolare è decisamente il linguaggio, che ho molto apprezzato. Si tratta di un registro molto originale che unisce lirica ed epica, divenendo un tutt'uno con la narrazione e la meditazione, l'elevazione e sensualità, riuscendo a rendere appieno l'atmosfera mistica e spirituale che non può non penetrare nel profondo.

Ci troviamo innanzi ad un romanzo che fa riflettere e ci fa riflettere proprio nella figura del protagonista. Non possiamo negare di essere anche noi alla perpetua ricerca di qualcosa. Semplicemente, non sappiamo cosa. Neanche Siddhartha sapeva cosa mancasse in lui, cosa non lo rendesse pago della sua esistenza e a credere che qualcosa mancasse alla dottrina del Buddha. E in questo Hesse stesso però esprimerà la sua personale preferenza per alcune forme del più variegato induismo, in quanto, come Siddharta, sostiene che per superare il mondo e comprendere l'unità del Tutto bisogna prima conoscerlo a fondo, mentre il buddhismo appare a lui troppo rinunciatario. "Questa pietra è pietra, ed è anche animale, è anche Dio, è anche Buddha, io l'amo e la onoro non perché un giorno o l'altro potrebbe diventare questo o quello, ma perché essa è, ed è sempre stata, tutto."

Altro carattere fondamentale, a mio avviso, che non può non essere ricollegato alla figura dell'autore è proprio in queste parole "Ed eccoti ora una dottrina della quale riderai: l'amore, o Govinda, mi sembra di tutte la cosa principale. [...] Ma a me importa solo di poter amare il mondo, di non disprezzarlo, di non odiare il mondo e me; a me importa solo di poter considerare il mondo, e me e tutti gli esseri con amore, ammirazione e rispetto."
Lo stesso Hermann Hesse ha sempre attribuito un ruolo di imprescindibile importanza all'amore, come dimostra in aforismi del tipo "Chi ama come si dovrebbe amare, diventa poeta ed eroe per un sorriso, per un cenno, per una parola di colei che ama."

Devo ammettere di non essere riuscita ad immergermi pienamente in questa lettura, forse perché non era il momento giusto, forse perché ero troppo presa da altri pensieri ma auspico che, in un momento altro della mia vita, ripescando questo romanzo, possa cogliere nuove e diverse sfumature rispetto a queste poche attuali conclusioni. È un libro che va letto almeno una volta nella vita, e non sono l'unica ad asserirlo con convinzione. Lo consiglio a tutti e, se questo potrebbe non piacervi, non disperate perché è un romanzo tanto breve che divorerete in poco tempo, nonostante la tematica intensa e profonda.


- Erika.
 

domenica 31 maggio 2015

Resta anche domani, Resta sempre qui - Gayle Forman

Ciao a tutti, ragazzi! Oggi vi parleremo della duologia di Resta anche domani e Resta sempre qui di Gayle Forman.

 

Scheda dei libri:

Titolo: Resta anche domani               Titolo: Resta sempre qui                        
Autore: Gayle Forman                       Autore: Gayle Forman
Editore: Mondadori                            Editore: Mondadori
Genere: Romance Young Adult         Genere: Romance Young Adult
Pagine: 252                                         Pagine: 276
Prezzo: 15.00                                      Prezzo: 15.00
Data di uscita: 24 Luglio 2014           Data di uscita: 02 Dicembre 2014


Autore

Gayle Forman, giornalista freelance, si occupa da sempre di tematiche giovanili. Con il marito Nick ha compiuto un viaggio intorno al mondo, grazie al quale ha raccolto esperienze e informazioni che sono confluite nei suoi libri. Ha vinto, fra gli altri, il prestigioso premio NAIBA Book of the Year Awards e l'Indies Choice Book Award. Vive a Brooklyn con la sua famiglia.
Con Mondadori ha pubblicato Per un giorno d'amore, Per un anno d'amore e il bestseller Resta anche domani, da cui è stato tratto un film.



Trama

Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. 
Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno nella famiglia di un ex batterista punk e un'indomabile femminista. A tanta vita non si può rinunciare. 
Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?



Recensione

Comincio col dire che questa duologia l'ho letta in appena tre giorni, si fa leggere con una velocità incredibile. Questo è di certo merito dell'autrice, Gayle Forman, che è riuscita a trattare argomenti tanto dolorosi e struggenti con la stessa semplicità e tenerezza di sempre, senza mai cadere nella banalità. Anche se non sono riusciti a farmi piangere, come invece è accaduto col film, questi libri è come se mi avessero lasciato dentro una piccolissima parte del dolore che ha provato Mia; non ho mai sperimentato un malessere tanto grande, e spero mai accadrà, ma questo libro mi ha fatto comprendere e quasi toccare con mano quella tragedia che non puoi che limitarti ad immaginare. La prima cosa che mi ha spinto a leggere questi libri è di certo il tema della musica. Io adoro la musica e l'idea di una violoncellista in una famiglia del tutto punk rock e fidanzata con una rock star mi ha incuriosito parecchio e non ho potuto evitare di precipitarmi alla ricerca di questi libri. Un'altra cosa che ho molto apprezzato è la capacità dell'autrice di accostare due periodi diversi della vita della protagonista: presente e passato; lei riesce ad incastrare insieme elementi che ti permettono di conoscere tutti i personaggi, uno per uno, come in una sorta di puzzle, senza mai creare confusione nel lettore. Gli stessi protagonisti riescono a farsi amare, non puoi fare a meno di affezionarti ad ognuno di essi, da Mia a Teddy, da Kim ad Adam. 
Il secondo libro ha rappresentato per me lo scacco finale, quel qualcosa in più che mi ha fatto letteralmente adorare questa duologia. Questa storia vi farà capire come anche quando tutto sembrerà perduto, anche le persone a cui vogliamo più bene, non bisogna mai perdere la speranza perché tutti coloro che più vi hanno amato non vi lasciano mai veramente.

- Maria Rita.

sabato 30 maggio 2015

Salve a tutti! 
Siamo Erika e Maria Rita, accumulatrici seriali di libri, ossessive compulsive, facenti parte del gruppo di sostegno dei L.A. (Lettori Anonimi), bibliofile, bibliomani, e chi più ne ha, più ne metta! 
Stiamo scherzando, ovviamente. La nostra è una passione sincera e tanti sono i nostri volumi da sembrare degne di una puntata di "Sepolti in casa" su RealTime.
Finalmente siamo riuscite anche noi ad avere il nostro spazio per recensire i nostri libri i cui generi spaziano dal fantasy allo storico, dal thriller al young adult, dal distopico alla fantascienza, dal classico al contemporaneo, e così via..
Speriamo di riuscire ad incuriosirvi e che le nostre opinioni siano di vostro gradimento.

Vi auguriamo una splendida permanenza. :*

Vi lasciamo anche alcuni dei nostri contatti.
Goodreads:https://www.goodreads.com/user/show/43350175-the-em-s-library
Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCRSJI37luV3OE56RcAyUGyQ
Email:emslibrary@outlook.it